Ed ecco l’ennesimo caso di phishing di questi ultimi giorni.
Vittima i correntisi dell’ Unicredit Banca di Roma.
Gentile CLIENTE,
Nell’ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei
servizi di Banca di Roma e stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in
oggetto da Lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.L’inserimento dei dati alterati puo costituire motivo di interruzione del servizio secondo gli
art. 135 e 137/c da Lei accettati al momento della sottoscrizione, oltre a costituire reato
penalmente perseguibile secondo il C.P.P ar.415 del 2001 relativo alla legge contro il
riciclaggio e la transparenza dei dati forniti in auto certificazione.Per ovviare al problema e necessaria la verifica e l’aggiornamento dei dati relativi
all’anagrafica dell’Intestatario dei servizi bancari.Effetuare l’aggiornamento dei dati cliccando sul seguente collegamento sicuro:
Acceda al servizio Filiale via Internet »
Cordiali Saluti,
Banca di Roma
Guardando l’email, balzano all’occhio subito la mancanza degli accenti e la presenza di alcuni errori in alcune parole.
Se controlliamo poi il Codice di Procedura Penale, e in particolare l’art. 415 troviamo quanto segue:
Art.415 (Reato commesso da persone ignote) 1. Quando è ignoto l’autore del reato il pubblico ministero, entro sei mesi dalla data della registrazione della notizia di reato, presenta al giudice richiesta di archiviazione ovvero di autorizzazione a proseguire le indagini.
Quindi ben poco a che spartire con quello che viene dichiarato nell’email.
E infine l’url che rimanda ad una pagina molto simile a quella della banca:

è sufficiente guardare il link per capire che non si ha a che fare con il sito della banca, ma a ben altro…


1.669 readers 



