
Dopo la lunga pausa estiva SEO x SEO ritorna, dopo le interviste a Davide Pozzi e Andrea Cappello, questa volta abbiamo fatto due chiacchere con Marco Ziero.
Cosa ne pensi della recente modifica da parte di Google delle faq riguardanti il SEO?
Ti trovi d’accordo con quanto scritto? Modificheresti qualcosa?
Ritengo che la pagina da te indicata sia un esempio di trasparenza e correttezza. La lascio così e la stampo pure.
Anche in MOCA, spesso, citiamo questo contenuto per evangelizzare i clienti su quelli che possono essere i benefici, ed anche i danni, conseguenti ad un’attività SEO.
Dall’esperienza ad oggi raccolta posso confermare che, lato cliente, c’è parecchia confusione. Molti sono stati “bruciati” da chi il SEO non lo sapeva fare ed in questo frangente Google fornisce degli ottimi spunti per evitare di incrociare agenzie sprovvedute.
Questa risorsa condivide alcuni punti che possono permettere di individuare immediatamente chi il lavoro lo sa fare o meno; il punto che preferisco è “Nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google”.
Naturalmente anche Google sa qual è il vantaggio dal parlare alle aziende delle agenzie SEO.
Non sono rari i casi in cui il sito che ti trovi davanti manca di tutte quelle informazioni basilari che, contemporaneamente, aiutano il motore a contestualizzare il sito ed a migliorare i propri risultati di ricerca. Quante volte ci si trova di fronte a siti che hanno la stessa ottimizzazione ripetuta in tutte le pagine oppure mancano proprio dei meta tag nel codice sorgente? Questi primi interventi che stanno alla base del SEO, contemporaneamente, forniscono a Google informazioni preziose che, altrimenti, non sarebbe riuscito a raccogliere, o, quanto meno, gliene danno una conferma.
Infine credo che la pagina di cui sopra possa essere anche uno spunto utile alle agenzie stesse (prendo spunto da alcuni punti elencati), per esempio:
- essere trasparenti con il cliente relativamente alle dinamiche che regolano i motori di ricerca;
- contattare eventuali prospect attraverso le pubbliche relazioni e la rete di contatti (niente spam via mail, insomma);
- realizzare network fittizzi per inserire link a destra ed a manca lascia il tempo che trova e, forse, per l’agenzia è un’attività che non garantisce un ritorno adeguato all’obiettivo finale.
Cosa ne pensi della questione Google e vendita di link?
Questione meramente etica o mossa di marketing per agevolare i sistemi di promozione dei siti offerti da lui?
Io voglio credere che si tratti di una questione etica.
Anche se il buon fradefra mi ha insegnato a non scordare mai l’appellativo “Inc.” quando si parla di Google, bisogna ammettere che il motorone ha sempre messo davanti a tutto l’utente finale. Tutte le novità, le sperimentazioni, gli obiettivi hanno sempre avuto un denominatore comune: migliorare l’esperienza dell’utente nella fase di ricerca. Credo che questa è stata, e sarà, la linea di pensiero adottata nel suo business. Se Google è, ad oggi, il motore di ricerca più utilizzato al mondo, mi sentirei di poter dire che l’obiettivo è stato raggiunto.
Tornando quindi alla domanda, confermo il mio punto di vista: è una questione etica.
L’algoritmo si basa, fondamentalmente, sulla naturale predisposizione dell’utente finale ad indicare una risorsa davvero valida e che possa essere di interesse ad altri utenti (i link, insomma).
Senza scendere poi nei dettagli di come questo si possa o meno “forzare”, è chiaro che i link a pagamento fanno sì che Google fornisca ai suoi utenti risultati non “spontaneamente” calcolati dal suo algoritmo, facendo cadere il concetto di cui sopra.
Non credo che a Google importi agevolare i sistemi di promozione da lui offerti, gli interessa l’utente, e se le sue modifiche/novità arrecano fastidi alle comunità SEO, beh, poco importa.
Poi, per aprire una parentesi su AdWords, non mi sentirei mai di dire che i risultati a pagamento sono un’alternativa al posizionamento organico. Molte strategie considerano fondamentale la presenza su entrambe le tipologie di risultato. Quindi sarebbe sciocco, da parte di Google, pensare che penalizzando i link a pagamento farei migrare quote di investimenti dall’organico ai risultati a pagamento.
Per toccare un tema attuale basti pensare all’introduzione di Google Suggest. E’ vero che, probabilmente, l’effetto Long Tail si verrà a perdere ed è anche vero che certi siti che vivono proprio grazie alla Coda Lunga ne risentiranno; ma se questo può migliorare l’esperienza dell’utente, chi se ne frega.
SEO 2.0, come e’ cambiato il panorama seo dopo la “social revolution”? I SEO diventano ora piu’ psicologi e meno tecnici?
Forse non è cambiato il modo di fare SEO, forse sono semplicemente aumentate le possibilità di utilizzare la creatività in questo settore che, nella fase 1.0, era più tecnico che altro. Di primo acchito mi sentirei di dire che sono aumentate le possibilità di fare attività Link Building grazie alla crescita vertiginosa di tante risorse taggate come “2.0″; in particolare mi riferisco ai Social Network.
Per quanto concerne la seconda domanda, si entra in un dibattito che ha occupato parecchio spazio online negli ultimi mesi. Io la penso così: il SEO non è più solo un tecnico. E per fortuna. L’evoluzione di questa tematica ha fatto sì che fossero necessarie anche altre competenze spaziando dall’analisi dei dati, alla psicologia, dalle conoscenze circa la struttura dell’informazioni alle nozioni di marketing necessarie per muoversi nel settore. La disciplina si è evoluta, per tanto la figura professionale che ci sta dietro ha dovuto migliorarsi di conseguenza. Storicamente siamo in una fase dove si sente meno l’esigenza tecnica, dove la psicologia e la creatività stanno guadagnando terreno. Non voglio cadere nel tranello di dover dire che è meglio un SEO psicologo od un SEO tecnico; sicuramente servono entrambe le competenze, anzi, più si è completi meglio è, però trovo rassicurante il fatto che il SEO non sia più qualcosa di solamente tecnico; io adoro il mio lavoro, ma se mi dovessi immaginare alla stregua di un programmatore, con tutti il rispetto parlando, credo che non avrei tutti questi stimoli che mi portano a studiare, testare ed imparare. Credo fermamente nella completezza delle competenze perchè vedo il SEO sempre di più come un consulente ed è fondamentale essere completo per inserirsi in tutte le varie tipologie di realtà che ci si può trovare davanti quando si prende un progetto. Diciamo che verto più dalla parte della consulenza, piuttosto che dalla parte del “in-house SEO
Quali risorse online consiglieresti ad una persona che vuole avvicinarsi al mondo del SEO? Quali sono i siti/blog che visiti piu’ spesso rimanere sempre aggiornato?
Per la formazione considero il forum più adeguato in quanto è più agevolata la discussione tra gli utenti.
Nonostante la triste esperienza che ho personalmente vissuto, non potrei esimermi dal consigliare il Forum GT come risorsa valida per avvicinarsi al mondo SEO e per conoscere le nozioni base di questa disciplina. Poi, se si vuole fare un passo in più ed iniziare un confronto più approfondito e specifico consiglio il forum SEOnida; l’iscrizione è ad invito, ma le discussioni sono fruibili da parte di tutti.
Come blog, strumenti utili, dal mio punto di vista, soprattutto all’aggiornamento, mi sento di indicare il TagliaBlog e Motoricerca, mentre come risorse in inglese, SEOmoz e Search Engine Land.
SEO e Italia, com’e’ la situazione secondo te? E nel resto del mondo?
Credo che in Italia la situazione vada in crescendo, vada migliorando.
Ho sempre avuto l’impressione che la comunità italiana fosse molto attiva ed interessata all’argomento.
Naturalmente ci sono Paesi dai quali ancora abbiamo parecchio da imparare, Stati Uniti su tutti, però è anche vero che l’Italia, almeno sotto questo profilo, ha un forte senso di condivisione e collaborazione.
Possiamo solo migliorare, tutti assieme, guadagnando tutti dalla propria fetta di mercato.
Mercato che, per disegnare la situazione ancora più rosea, conferma l’aumento di investimenti sull’online; trend che non potrebbe proseguire altrimenti anche osservando ciò che accade nel resto del mondo.
Sono molto ottimista sotto questo profilo.
MARCO ZIERO
Marco Ziero, attualmente, ricopre la posizione di Responsabile SEO presso MOCA Interactive Srl, Treviso.
Il suo percorso di formazione, conclusosi con una laurea in Scienze Statistiche, e la passione sfrenata per il Web, l’hanno portato a cercare nel settore del Web Marketing la sua strada.
Parallelamente porta avanti il progetto di un blog personale dove alterna tematiche legate al suo lavoro con articoli più inerenti alla sfera personale


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Per prima cosa devo ringraziare Marco per la disponibilità per l’intervista, beh di mio concordo molto con quello che dice nella prima risposta.
Un comportamento etico, chiaro e trasparente da parte delle agenzie web è un presupposto necessario per intavolare un buon rapporto con il proprio cliente.
In questi ultimi giorni si è sempre più sentito parlare di grandi firme del web marketing che stanno iniziando a stile dei codici etici di comportamento da fornire al cliente, direi un’ iniziativa interessante, no?
Post molto interessanti bravo, SEO; meno programmazione piu marketing,
Long live the new SEO warriors ;-)
Grazie Christopher :)
Concordo lunga vita al SEO, anche se un po’ di programmazione per studiare al meglio i motori di ricerca ci dovrà sempre essere, no?