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9 aprile 2009

La socialità dopo il Web 2.0 – Resoconto

by Matteo Crippa eventi, social . 253 readers 

Dopo qualche giorno eccomi qui a raccontarvi della mia trasferta milanese in quel della Bicocca per il seminario “La socialità dopo il Web 2.0“.

I temi presentati sono sicuramente quelli che attualmente sono più sulla bocca di tutti noi: facebook, cloud computing, identità e socialità digitale, e-learning e molto altro.

Veniamo all’incontro… premessa dovuta: ahimè per cause personali son dovuto partire da milano nel primo pomeriggio quindi non ho potuto seguire tutto l’incontro fino alla conclusione…

Ringrazio Stefano per aver pubblicato sul suo blog le slide del suo intervento sul Life Sharing, se avete un momento vi consiglio di leggere il post che ha pubblicato, dove sicuramente troverete degli interessanti spunti di riflessione.

Torniamo a mercoledì mattina: il seminario si apre.
Breve introduzione di E. Abirascid, ed è subito il turno di Giorgio De Michelis con il suo intervento dedicato alle Interpretazioni di Facebook , intervento che analizza la valenza delle relazioni digitali rispetto a quelle reali e della differenza del “peso” delle parole fra web e realtà.

Mi verrebbe personalmente da chiedermi se il web denatura il significato forte delle parole? L’amicizia nella vita reale quanto è diversa da un amicizia virtuale?
E voi cosa ne pensate? Avete sui network sociali solo amici reali?

Dopo l’intervento di De Michelis, è il momento di Gianluca Dettori, con uno speech sulla “Teoria e pratica del dating online”.

Uno speech davvero carino che ha coinvolto molto la platea sia direttamente, attraverso l’interazione, sia indirettamente grazie alle forti riflessioni che il suo intervento mi hanno fatto scaturire.

Profilazione, targhetizzazione, coda lunga, sono solo alcune delle keyword che potrei utilizzare per sintetizzare il suo speech.
Internet è sempre più un veicolo ottimale per ottenere quello che si cerca filtrato per i minimi particolari… e se nel caso itinere si cerca la donna/uomo della propria vita, beh i servizi di dating permettono, a partire da enormi database, di poter profilare fino al minimo dettaglio e trovare (forse) la persona adatta, direttamente fornendo dei dati/filtri, ma anche indirettamente attraverso algoritmi gestiti dai vari servizi atti a svolgere una sorta di behavioural targeting così da fornire sempre informazioni più coerenti possibili con l’individuo fruitore del servizio.

Viene il momento di Fiorello Cortiana con un interessante intervento su Social Networks: cittadinanza digitale e distrazione sociale.
Quanti di voi ogni giorno inseriscono i propri dati personali su internet, ma non solo cosa fanno, dove vanno, fotografie etc etc?
Internet come viene utilizzato da noi “normali utenti”, può essere, ad esempio, utilizzato anche in fase di selezione personale a livello aziendale e quante informazioni potrebbero scoprire su di voi?
Io ho l’ho fatta molto più semplice, nel suo intervento Cortiana aggiungeva che le aziende potrebbero in un futuro avere anche dati sanitari e quindi calcore il rischio quando si va a selezionare un profilo fra i diversi candidati… insomma internet non è quel porto franco dove tutto può essere messo in mostra senza alcuna reazione.

Dopo il cofee break è il turno di Piero Rivizzigno con uno speech riguardo La reputazione nell’era digitale , speech che ahimè ho seguito solo nella sua metà conclusiva a causa un’urgente telefonata di lavoro :(
Interessante la parte della presentazione sullo studio della UIX del Social Newtork dedicato al mondo della moda Glossom.

L’ultimo speech che ho avuto modo di seguire è stato quello di L. Camiciotti riguardo il Cloud Computing, Innovazione e Gestione del Rischio d’impresa, dove si dava una visione strategica del cloud computing per quanto riguarda il rischio d’impresa, soprattutto per le neo-startup in cerca di sviluppo.

Terminato questo incontro, come vi avevo già anticipato prima, son dovuto rientrare…
Posso sicuramente ritenermi soddisfatto dalla trasferta milanese, salvo il raffreddore rimediato in metropolitana… :(

L’unico appunto che mi sentirei di fare a livello organizzativo è che visti gli argomenti trattati sarebbe stato interessante non far “morire” il seminario con la sua conclusione serale.
Visto ad esempio che si parlava di facebook, sarebbe stato interessante creare un evento o una pagina dedicata, invitando i presenti a parteciparvi, permettendo così l’interazione proattiva fra loro anche dopo la conclusione fisica dell’incontro stesso.

Il seminario si sarebbe trasformato così anche lui in uno strumento web2.0, oltre che un ottimo vettore di marketing/comunicazione per i futuri eventi omologhi, data la creazione di un base utenti estremamente targhetizzata e interessanta.


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