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23 luglio 2010

Spot su cellulari e tablet: una miniera da 8 miliardi. [ 0 ]

by Nicola Bertoli news . 0 readers 

Le previsioni di Pricewaterhouse&Coopers stimano che gli investimenti per la pubblicità vista da cellulari, tablet e altri dispositivi mobili triplicheranno fino a 7,7 miliardi di dollari nel 2014, un valore pari al 7,4% del mercato online per il marketing. Secondo le analisi di Google, le persone che guardano gli spot preferiscono la brevità e la creatività: 8 su 10 sono attente agli annunci commerciali se durano 15 secondi.
E un messaggio promozionale in grado di coinvolgere gli spettatori triplica l’audience.

Il Sole 24 Ore

21 luglio 2010

La terza dimensione della pubblicità. [ 0 ]

by Nicola Bertoli news . 0 readers 

Il 3D stereoscopico sta facendo passi da gigante e sta rivoluzionando anche il mondo dell’advertising come dimostrano gli ultimi spot prodotti per il cinema.
Domimo Digital, che opera nel mondo della post produzione, è stata tra le prime strutture italiane ad avere realizzato uno spot, destinato al cinema, completamente in animazione digitale in stereoscopia.

Lo spot, che è stato realizzato in altissima definizione, sarà proiettato nei cinema multisala. dove sarà visibile con l’ausilio degli appositi occhialini. Il commercial è stato prodotto anche in una versione in Full HD, visibile senza occhialini, per il circuito televisivo.
La vera innovazione si verificherà però con l’interazione dell’utente con il 3D. Lo sviluppo di applicazioni per l’intrattenimento (per esempio per i videogiochi e per gli eventi) che consentono di interagire con il 3D daranno un valore aggiunto a quello che oggi rappresenta solo un modo diverso di vedere uno spot molto bello al cinema.

Tv Key

19 luglio 2010

Virgin Active, un servizio di successo e un capolavoro di marketing. [ 0 ]

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Uno dei motivi dell’affermazione degli store brand nel retail moderno risiede nella capacità di proporre prodotti di eccelsa qualità a prezzi contenuti, brandizzati con il logo della catena. Questo determina un vantaggio competitivo dettato proprio e anche dalla incomparabilità del prodotto, valutabile solo attraverso
la sua funzione.

Una tecnica sempre più utilizzata in diversi segmenti della distribuzione, dal tessile all’alimentare, dallo sport all’arredamento. Che il mercato del fitness in Italia sia considerato una cash cow, non è una novità, dal momento che i club presenti sul territorio sono oltre 6.000 (Nielsen).

Il brand made in Uk, arrivato in Italia nel 2005, ha completamente ridisegnato il mercato e le sue logiche: oggi si tratta di una realtà produttiva composta da una ventina di villaggi per un fatturato di oltre 50 milioni di euro. Il format di approccio al mercato è molto simile al mondo retail, perché fondamentalmente proprio di distribuzione organizzata si tratta. Una superficie minima di 4.000 mq per un’esperienza totalizzante di shopping, in assoluta assenza di comparazione di prodotto. In realtà nei centri Virgin non si vende fitness, ma solo e soprattutto servizio.

mark-up.it

17 luglio 2010

Audience: non così global. [ 0 ]

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Salotto globale sì, ma fino a un certo punto. Chi immagina un consumo di televisione più moderno e più partecipato con telespettatori twitteranti e programmi fast-food da cliccare dovrà ancora aspettare, almeno qualche anno.
Televisione e internet non sono mai stati vicini come oggi ma Nielsen, eMarketer, Forrester – ovvero i principali istituti di ricerca – continuano a fotografare un pubblico poco convergente che preferisce (per ora) dividersi fra più media e altrettanti device.

Eppure per il piccolo schermo molti segnali indicano che è tempo di interattività, ma la domanda da porsi è “Cosa passerà davvero dal web nei televisori?”
In mezzo c’è però un pubblico nuovo che ha imparato a essere utente e non è detto che voglia replicare sul piccolo schermo l’esperienza attiva e interattiva del web. Uno spettatore diverso che forse non ha l’ambizione di rendere il salotto globale come la rete.

Nòva

15 luglio 2010

L’ ironia è un elemento vincente del marketing che cerca l’engagement. [ 0 ]

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In momenti storici come questi, critici e fin troppo seri, ridere può essere una terapia naturale a basso costo. Ma come può il marketing valorizzare l’aspetto comico e ilare delle cose per migliorare la comunicazione con il consumatore? Può l’approccio umoristico coinvolgere il consumatore in una brand experience curiosa ed accattivante? Da sempre lo humour si fonda su 2 elementi cardine: l’attinenza alla contemporaneità e il suo essere un approccio ermeneutico alla vita “dal basso”, vicino e comprensibile a tutti. In questo risiede la forza della sua portata comunicativa e l’importanza potenziale per il marketing: un linguaggio vicino e immediato che trae linfa vitale dalla contemporaneità.

Mark Up

14 luglio 2010

E’ iniziata l’ era delle apps. [ 0 ]

by Nicola Bertoli news . 0 readers 

In principio furono le pagine web, costruite come brochure informative in formato elettronico. Poi i siti di servizio più interattivi. Quindi la presenza nei forum.
E poi venne il momento del web 2.0 che aprì la strada alla partecipazione, alla nascita dei blog, dei network e dei “consumAttori” che dialogano e collaborano con l’azienda attraverso YouTube, Twitter, MySpace, Facebook e mille altre piattaforme.
Oggi comincia l’era delle apps: sono, infatti, sempre più numerosi i casi delle aziende che hanno deciso di avvalersi di questa nuova piattaforma.
Lo sviluppo costa poco, con partenza da 5.000 euro a prezzi di mercato, il risultato può superare quello di una campagna pubblicitaria milionaria. Inoltre, con le apps si può fare promozione, ma si possono dare anche risposte concrete a bisogni operativi dei clienti.
Già oggi, per esempio, gran parte delle compagnie aeree pianifica di sfruttare questo canale e, nel nostro Paese, Trenitalia ha da tempo inaugurato un’applicazione per iPhone e iPad tramite la quale controllare gli orari, acquistare i biglietti e verificare la puntualità dei treni.

Nòva

13 luglio 2010

Promozioni via Sms, opportunità e rischi. [ 0 ]

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Messaggi in Flash, musica, filmati, sono belli e dinamici, ma in quanti li possono vedere? Pochi, se consideriamo che il 93% degli apparecchi cellulari non è uno smartphone. Mentre gli sms sono il metodo di scambio dati più usato al mondo, con quasi 4 miliardi di utenti attivi.
Soprattutto a questi ha pensato la soluzione bCODE (presentata in Italia da B!Digital). Lo scopo? Integrare campagne di comunicazione via Sms e attività promozionali nei P.V.
Per ricevere messaggi bisogna però dare il consenso a riceverli. La molla per iscriversi a un servizio di mobile ad è la promozione, il buono sconto da presentare in negozio. Questo vogliono i clienti, che ricercano in particolare sconti in supermarket e ristoranti.
Chi ha dato il consenso a un marchio tra l’altro più facilmente visiterà il sito dell’azienda (34%), il P.V. (33%), e acquisterà il prodotto in promozione online (28%) o in negozio (27%). Molti ritengono sia utile ricevere i messaggi direttamente sul posto, e che questo sia un servizio e non un’intrusione (fonte: sondaggio Harris Interactive per Placecast).
I clienti insomma sono disposti a ricevere informazioni su telefonino purché siano interessanti e facciano loro risparmiare. Però, nel momento in cui questi messaggi sono percepiti come poco “centrati” sui propri interessi o quando diventano troppo frequenti, è facile dare lo stop e ritirare il consenso. Insomma, le aziende devono essere molto caute e non strafare: nel momento in cui dovessero essere percepite come invadenti, i propri prodotti soffrirebbero di un quasi certo effetto boomerang.
mark-up.it

12 luglio 2010

Parodia iPhone 4 [ 0 ]

by Nicola Bertoli news . 0 readers 

Video spiritoso su come “sarebbe nato” l’iphone 4.
Da non perdere!!

8 luglio 2010

Google lancia l’ edicola digitale. [ 0 ]

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Google prepara un’edicola digitale: entro l’anno lancerà su internet un sistema integrato per cercare articoli online e pagarli, in collaborazione con gli editori.
Per chi naviga su internet significa che troverà come sempre gli articoli gratuiti dei giornali e, inoltre, potrà scegliere in un vasto catalogo di notizie accessibili solo dopo l’acquisto sul web. Il nome dell’iniziativa è Newspass: i lettori avranno a disposizione uno spazio unico per trovare gli articoli e, se sono a pagamento, valutarne l’acquisto. La trasformazione innescata da internet nell’editoria è profonda e i riflettori sono puntati su 2 modelli di offerta: gratuita o a pagamento, sul web emergono però anche soluzioni ibride.

Ma la sfida tra le edicole elettroniche è appena iniziata: se Google ha in cantiere Newspass, Apple può contare sulla crescente diffusione di iPad, una porta d’accesso al mondo dell’informazione dove i quotidiani progettano la loro evoluzione digitale attraverso applicazioni software che arricchiscono l’esperienza dei lettori.
Carolyn Reidy, A.d. di Simon&Schuster, osserva che “L’iPad ha trasformato l’industria editoriale perché è il primo ereader che permette di unire testi e video.

Il Sole 24 Ore

4 luglio 2010

E’ boom per il marketing sui social network. [ 0 ]

by Nicola Bertoli news . 0 readers 

E’ destinato a crescere a ritmi vertiginosi il budget dedicato ai social media da parte delle aziende business-to-business USA. Secondo una stima di eMarketer il marketing sui social network aumenterà del 43,3% nel 2010.
Lo scorso anno, larga parte dei budget è stata destinata alle community con i clienti seguiti da podcast e blog. Nel 2010, invece, gli sforzi delle aziende si concentrano sulla creazione e il mantenimento di pagine dedicate ai brand, sulla gestione delle promozioni e pubbliche relazioni nell’ambito dei network sulla salute
dei brand e sulle vendite.

Gdoweek

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